2014-10 nardone il predestinato - ARTELARIO

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Il Predestinato sbarca sul Lago di Como
						Presentato al Grand Hotel Victoria di Menaggio il thriller fantapolitico scritto
						dall'italiano Alessandro Nardone ma dal sapore tutto americano.
						Sergio Gaddi: «Difficile calamitare l'attenzione del lettore, Nardone c'è riuscito
						ancora una volta»
						 
						È stato un dibattito estremamente coinvolgente, quello ospitato giovedì dal Grand
						Hotel Victoria di Menaggio, nel cuore del Lago di Como.
						L’incipit dell’incontro – organizzato dall’Associazione Artelario con il patrocinio
						del Comune di Menaggio – era “Il Predestinato”,
						ovvero l’ultimo romanzo di Alessandro Nardone, un thriller fantapolitico a stelle e
						strisce la cui trama si snoda su fatti di storia contemporanea
						come gli attentati dell’11 settembre, e di forte attualità come lo scandalo
						Datagate.
						 
						Una presentazione sui generis, moderata in maniera pressoché perfetta dalla
						conduttrice Irene Colombo che ha dettato i tempi degli interventi
						inframmezzandoli con alcuni contributi video riuscendo, così, a mantenere
						costantemente alto il livello d’attenzione del pubblico presente in sala.
						 
						Indubbio valore aggiunto della serata è stato Sergio Gaddi, conosciuto per aver
						organizzato a Como un decennio di grandi mostre e attualmente
						responsabile del dipartimento economia e marketing culturale per Forza Italia, che
						ha subito preso la parola esprimendo un giudizio assai positivo sul
						romanzo: «Ho sempre pensato che scrivere un libro sia un’impresa già di per sé
						titanica e, mentre leggevo “Il Predestinato”, tentavo
						d’immaginare come abbia fatto Alessandro ad immaginare una serie così sensazionale
						d’incastri e colpi di scena. Il compito più arduo per uno
						scrittore è quello di produrre qualcosa in grado di calamitare l’attenzione di chi
						la legge: un libro piace o non piace, non esistono vie di mezzo.
						Ebbene, così come avvenne quando lessi “Ti odio da morire”, “Il Predestinato” mi ha
						catturato a tal punto da spingermi a finirlo in nemmeno
						tre giorni».
						 
						La presenza di Gaddi è stata anche l’occasione per parlare d’arte, attraverso una
						scena del romanzo nella quale il protagonista descrive il
						tramonto dell’Isola di Aruba bello al punto da apparirgli dinnanzi agli occhi come
						“un gigantesco quadro di Monet”: «A differenza di quando ci
						troviamo di fronte ad un quadro, leggendo un romanzo viviamo le immagini attraverso
						gli occhi e le parole di chi l’ha scritto. In questo caso, trovo
						particolarmente azzeccata la citazione di Monet riferita ad un tramonto spettacolare
						come quello descritto da Nardone, che mi ha rimandato ad
						un’opera in particolare dell’artista francese, ovvero “Impression, soleil levant”,
						del 1872, anche e soprattutto in relazione al fatto che
						l’impressionismo – di cui Monet è il padre – nacque per “fermare” le emozioni di
						quel preciso istante, per cogliere l’attimo
						privilegiando i colori rispetto al disegno dando così alla luce immagini che
						potessero in qualche modo apparire vive e quindi in movimento, nella
						consapevolezza del fatto che un attimo dopo quella stessa immagine è già cambiata».
						 
						Il dibattito ha poi toccato argomenti di stretta attualità come gli attentati
						dell’11 settembre e la cosiddetta “guerra al terrore” che ne
						scaturì e che, ahinoi, è ancora in corso e lo scandalo Datagate, che ha messo in
						evidenza il fatto che siamo tutti intercettati: «Come scrisse
						Orwell nel suo 1984 – ha detto Alessandro Nardone Nardone - ogni nostra
						comunicazione passa sotto la lente di un Grande Fratello che è nato come
						risposta proprio agli attentati terroristici dell’11 settembre del 2001. Nel
						romanzo, il protagonista, venuto a conoscenza della reale portata del
						fenomeno, si domanda se sia giusto oppure no invadere fino a questo punto la privacy
						personale di ogni singolo cittadino. Personalmente ritengo che,
						se essere intercettati è servito a sventare anche soltanto un attentato, allora ne
						vale la pena eccome. Poi sta a noi utilizzare al meglio internet,
						magari facendo maggiore attenzione a cosa pubblichiamo». Sempre a proposito
						d’intercettazioni, secondo Gaddi: «La sicurezza nazionale viene al
						primo posto tra le priorità, senza alcun dubbio. Ma, allo stesso tempo, andrebbero
						puniti gli abusi, come quello che in Italia ha visto l’utilizzo
						e la diffusione di intercettazioni con l’unico obiettivo di screditare un leader
						politico agli occhi dell’opinione pubblica».
						 
						Incalzato da Irene Colombo, l’autore si è poi soffermato sulle speranze che coltiva
						per il suo ultimo romanzo: «Anzitutto spero che “Il
						Predestinato” emozioni chi lo legge, che possa essere un viaggio in grado di
						divertire, appassionare, tenere con il fiato sospeso ma anche, perché
						no, che spinga a riflettere su temi fondamentali come quelli di cui abbiamo parlato
						questa sera».
						 
						Infine, non poteva mancare una battuta di Gaddi su un argomento di estrema attualità
						a Como, ovvero “The Life Electric”, il monumento che
						l’archistar di fama mondiale Daniel Libeskind ha deciso di donare alla città per
						celebrare Alessandro Volta: «A non convincermi sono due cose: la
						prima è che la forma del monumento è identica a quella del progetto che l’architetto
						americano realizzò per Gazprom, e la seconda riguarda le
						dimensioni, 16 metri di altezza, ovvero come uno stabile di cinque piani.
						Personalmente prima d’installarlo al centro del primo bacino del Lago,
						avrei fatto qualche altro tipo di simulazione, magari riproducendolo in scala 1:1 in
						cartapesta per valutare fisicamente il reale impatto sul
						paesaggio».
						
						Per tutte le informazioni sul romanzo: www.ilpredestinato.it (
						http://www.ilpredestinato.it )
La trama
						  
						
						San Pedro, Los Angeles. Giovane e brillante, Alex Anderson è in piena
						corsa per farsi rieleggere al Congresso degli Stati Uniti d’America. 
						Negli ultimi giorni, però, qualcosa ha iniziato a turbarlo. 
						Si tratta di una parte irrisolta del suo passato, che Alex 
						si è portato dietro ogni santo giorno della sua esistenza. 
						Il suo nome è Maggie Jones. Certo, per lui era ancora 
						“la piccola Maggie”, l’amica del cuore che un giorno sarebbe potuta 
						diventare l’amore di una vita, ma di cui non aveva notizie dal 1986. 
						Una mattina, durante una riunione nel suo studio di Washington, 
						Alex riceve una telefonata.
						
						È lei.
						
						Di punto in bianco, la sua vita viene letteralmente inghiottita da 
						qualcuno che inizia a dargli la caccia; è Chuck Dillinger, ex agente 
						della Cia assurto agli onori delle cronache per aver divulgato decine 
						di documenti top secret e particolari scottanti riguardo all’attività 
						dell’Nsa facendo scoppiare, così, lo scandalo che la stampa 
						ha ribattezzato con il nome di Datagate.
						
						Social networks, telefonini, carte di credito: secondo Dillinger 
						siamo tutti intercettati.
						
						Perché proprio Alex Anderson? Come spiega Arianna Huffington 
						in un suo editoriale, Alex fa parte della società segreta più 
						conosciuta d’America e, forse, di tutto il Mondo: Skull and Bones. 
						Una tradizione di famiglia, visto che suo padre Ron e suo nonno 
						Philip ne sono capostipiti, esattamente come i Bush. Questo farebbe 
						di lui il predestinato, scelto dal suo gruppo di potere quale prossimo 
						candidato repubblicano alla Casa Bianca. Così, nel folle piano 
						di Dillinger, Anderson diventa l’anello di congiunzione con 
						il sistema da sovvertire e abbattere.
						
						Insieme a Matt Payne, il suo amico un po’ matto, ed a Veronica Hates, 
						giornalista del Los Angeles Times conosciuta poche ore prima a bordo 
						di un aereo, Alex comincia una vera e proprio corsa contro il tempo 
						che lo vedrà lottare, oltre che per la sua vita, anche e sopratutto 
						per sventare un attacco al cuore democrazia.
						
						Dopo l’uccisione dell’ispettore dell’Fbi Carl Nowitzki, che di lì 
						a poche ore avrebbe dovuto incontrare Alex per dargli importanti 
						novità sul caso, il comando dell’operazione passa a Frank Da Silva,
						Capo della divisione antiterrorismo del National Security Branch.
						
						I misteriosi riti di Skull and Bones all’interno della Tomba e a Deer 
						Island, inseguimenti, tradimenti, scontri a fuoco e la scintilla 
						dell’amore che, come un fulmine a ciel sereno, incendia i cuori di 
						Alex e Veronica. Il Predestinato è un sentiero lungo trecento pagine, 
						disseminato da un susseguirsi di colpi di scena sullo sfondo di una 
						vera e propria resa dei conti tra alcuni segmenti dell’intricato 
						mondo dell’intelligence e dello spionaggio internazionale.
						
						Una storia avvincente oltre ogni aspettativa, che vi soprenderà, vi 
						prenderà per mano e vi trascinerà via con sé fino a quando non avrete 
						scoperto il terribile segreto che si nasconde dietro alla misteriosa 
						Maggie Jones.
						
						Il nostro viaggio insieme ad Alex, Veronica e Matt sta per cominciare. 
						E voi, siete pronti a salvare il Mondo?
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